Peorð

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Nome Proto-germanico Old English
*Perþō? Peorð
Forma Elder Futhark Futhorc
Unicode

U+16C8
Traslitterazione p
Trascrizione p
IPA
Posizione in
runa-row
14

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ᛈ è la runa che denota il suono p (stop bilabiale senza voce) nell’alfabeto runico Elder Futhark. Non appare nel Futhark Giovane. È nominata peorð nel poema runico anglosassone e glossata enigmaticamente come segue:

ᛈ peorð byþ symble plega and hlehter / ƿlancum , ðar ƿigan sittaþ / on beorsele bliþe ætsomne “Peorð è una fonte di svago e divertimento per i grandi, dove i guerrieri siedono allegramente insieme nel birrificio.”

Il nome non è comprensibile dall’inglese antico, cioè non si conosce nessuna parola simile a peorð in questa lingua. Secondo un manoscritto di Alcuino del IX secolo (Codex Vindobonensis 795), scritto usando l’alfabeto gotico in Gran Bretagna, le lettere p (basata su una Π greca) e q (una Π rovesciata) sono chiamate rispettivamente “pairþra” e “qairþra”. Uno di questi nomi deriva chiaramente dall’altro. Tuttavia, i nomi non sono comprensibili nemmeno in gotico, e non è chiaro quale sia derivato da quale, anche se si sa che il Vecchio Futhark aveva una p, ma nessuna q runa. In ogni caso, sembra evidente che peorð sia legato a pairþra. Il futhorc anglosassone adottò esattamente lo stesso approccio per l’aggiunta di una runa labiovelare, ᛢ cƿeorð, sia nella forma che nel nome basata su peorð, ma non si sa se le rune gotiche avessero già una simile runa variante di p, o se la lettera labiovelare fosse una creazione di Ulfilas del IV secolo.

Il nome germanico comune potrebbe riferirsi a un albero di pere (o forse in generale a un albero da frutto). Sulla base del contesto di “ricreazione e divertimento” dato nel poema runico, una comune interpretazione speculativa è che il significato inteso sia “legno di pera” come materiale di uno strumento a fiato, o di una “scatola da gioco” o di pezzi di gioco fatti di legno.

Da peorð, la forma protogermanica *perðu, *perþō o *perþaz può essere ricostruita su basi puramente fonologiche. Il termine protogermanico atteso per “albero di pere” sarebbe *pera-trewô (*pera è, tuttavia, un prestito post-protogermanico, o germanico occidentale, o germanico comune, se pairþra gotico significava “albero di pere”, dal latino volgare pirum (plurale pira), a sua volta di origine sconosciuta). Il nome della lettera Ogham Ceirt, glossato come “albero di mele”, potrebbe a sua volta essere un prestito dal germanico all’irlandese primitivo.

La più antica attestazione della runa è nella riga futhark di Kylver Stone (circa 400 d.C.). Il primo esempio in un contesto linguistico (al contrario di un abecedario) si trova già nel futhorc, nelle iscrizioni di monete del Kent II, III e IV (i nomi personali pada e æpa/epa), datate al 700 circa. Sulla bara di San Cuthbert (AD 698), una runa p prende il posto del greco Ρ. Il bastone di tasso di Westeremden (ca. 750 d.C.) ha op hæmu “a casa” e up duna “sulla collina”.

Looijenga (1997) ipotizza che la runa p sia nata come una variante della runa b, parallelamente alla natura secondaria del peith Ogham. L’incertezza che circonda la runa è una conseguenza della rarità del fonema *p nel Protogermanico, a sua volta dovuta alla rarità del suo fonema genitore *b nel Proto-Indoeuropeo.

La runa è interrotta nel Futhark più giovane, che esprime /p/ con la runa b, per esempio sulla pietra Skarpåker dell’età vichinga,

iarþ sal rifna uk ubhimin

per il vecchio norreno

Jörð skal rifna ok upphiminn. “La terra sarà strappata, e i cieli sopra di essa”.

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